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Le altre creature mostruose della palestra

Ritornano dopo un bel pezzo altri personaggi, più o meno delle comparse, che ho incontrato in conseguenza alla mia folle idea di allenarmi un  una moderna palestra alla moda.

 

Il terrore nell’oscurità.
Dopo il mio consueto kilometrino di nuoto decido di sedermi qualche minuto nel bagno turco.
Due figure indossanti degli inequivocabili costumi interi si avvicinano nel vapore e sedute a fianco a me iniziano a parlare sommessamene ed all’improvviso, un gorgoglio cavernoso rompe il silenzio, e qualcosa di altrettanto notevole squarcia il profumo degli aromi.

 

Una tranquilla serata a Sodoma.
In spogliatoio, utente maschio sulla quarantina che con una inequivocabile erezione saluta alla milanese (uè grande! Ci vediamo, mitico!) amici e conoscenti e va a fare la doccia.
Senza accappatoio e senza costume da bagno.

 

Il ritorno di Conad il Barbaro.

Mentre faccio riscaldamento con la palla medica una serie di urli inumani lacera l’aria, trattasi di quarantenne ipertonica, ossigenata, rasata alla mohicana e piena di tatuaggi come una borsa di Prada che eseguiva gli stacchi da terra con un bilancere da ben 20 kg !

 

Viscido man.
Tizio sul metro e settanta muscolosissimo, calvissimo, tatuatissimo; entra in sala ginnica con aria da re del quartiere, si allena con manubri altrettanto grossi con degli esercizi mai visti in nessun manuale di scienze motorie lasciando pozzanghere di sudore per trenta minuti esatti.
Poi con noncuranza rientra in spogliatoio, si asciuga il sudore con il phon, si cosparge di talco al mentolo, si riveste e se ne va.

 

L’incredibile Urco!

Trentenne probabilmente bulgaro sudatissimo che si allena con bermuda di cotone, bretelle, maglia CK a maniche lunghe e coppola di similpelle. …

Brus Li.

Cinquantenne con capelli leccati all’indietro che con le mani fasciate passa trenta minuti a sferrare pugni e manate all’aria, gli altri utenti lo guardano male e passano al largo.

Studio Line tenuta massima.

Fighetto lampadato e depilato munito di jeans con risvoltini e mocassini blu che alla toilette si avvicina caracollando al dispenser del sapone liquido , prende il sapone e LO USA COME GEL!!

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Tipi da palestra – 5

Rocco Siffredi (homo pisellutus exhibens)

Il personaggio in questione viene incontrato negli spogliatoi della palestra, e solo qui può esservi riconosciuto, infatti all’esterno di essi è assolutamente eguale a tutti gli altri avventori, o per lo meno così sembrerebbe. Durante l’allenamento si allena come un qualunque altro tipo da palestra, fa i suoi esercizi, solleva i suoi manubri eccetera. La sua vera natura si rivela però dopo l’allenamento, nello spogliatoio quando si appresta a fare la doccia. Laddove tutti gli altri si svestono, prendono asciugamani e saponi e si appropinquano al locale docce; egli invece deve dimostrare la sua enorme, smisurata virilità. Per cui egli dopo essersi denudato passeggia allegramente con tutti gli ammenicoli a pendolo; in giro per lo spogliatoio; passa “casualmente” di fronte allo specchio e davanti agli altri utenti ed alle docce ci va con il culo per aria.

Domanda numero 1: perché cavolo se ti senti così apprezzato dalle donne a causa delle tue dimensioni le fai vedere a noi che siamo uomini?

Domanda numero 2: Dopo aver visto Ahmed sotto la doccia, ma pensi che sia davvero così tanta roba?

Dopo aver osservato più attentamente l’amico Ahmed sotto la doccia le velleità passano e l’accappatoio ritorna.

La balena bianca (trippona natans pallidula)

Pur non frequentando direttamente la piscina natatoria, dai vetri della palestra ho avuto modo di intravedere alcuni esemplari di questo corpulento abitante, più di una volta. Per la maggior parte si tratta di signorone tra i trentacinque ed i cinquanta che a causa delle vicissitudini della vità hanno ottenuto, per così dire, il fisico da cantante lirica. Nonstante gli indubbi vantaggi della cosa (sette piani di morbidezza, maxi tettone, eccetera) queste signorone hanno deciso di provare a riprendere la linea dei loro vent’anni mediante una terrificante invenzione della modernità: l’aquagym. Questa disciplina è l’invenzione più inutile sin dai tempi delle ciambelle senza buco, tuttavia attira interi banchi di questi esemplari. Inguainate in costumoni olimpionici in spandex, le balene bianche passano dai sessanta ai novanta minuti ad agitarsi freneticamente in acqua sferzati ed incitati da una feroce istruttrice che usa solo plurali (muoviamoci, scattiamo, pedaliamo), come se lei avesse bisogno di fare ginnastica. Tutto questo agitarsi di sederoni, e ciccie varie causa occasionali maremoti e tsunami che sommergono gli spogliatoi dai quali solitamente emerge un unico sopravvissuto, un vecchio barbuto con un lungo cappotto ed una gamba di legno che agita un’arpione gridando “ti prenderò un giorno, dannata balena bianca!”.

Continua?

Tipi da palestra – 4

Il pensionato (pensionatus sapiens incredibilis)

Questo simpatico mammifero ha ingannato anche i più esperti antropologi con la sua natura innocua e dimessa. Visto entrante in palestra sembra il classico neo-pensionato vispo e allegro che trova finalmente il tempo di curarsi un po’. In palestra però le fatiche di una vita spesa nel mondo del lavoro garantiscono al Gerenio di turno delle prestazioni fisiche inumane. Pasotti et alt. hanno annotato ad esempio il caso di un ex operaio di fonderia che a forza di spostare le billette a mano ha il sangue che viene usato al posto degli anabolizzanti da parte dei palestroidi e non riesce ad usare le macchine perché è troppo forte. Altri casi registrati includono coriacee sessantenni che macinano chilometri su chilometri al tappeto rollante a velocità incredibili (e senza bastone), settantenni secchi come rami di salice che stendono decine di tamarri durante le lezioni di karate (come Bruce Lee ne “L’urlo di Chen”) ed insospettabili nonne massaie che dettano legge nei corsi di tango.

L’istruttrice (muscolaris flava ipercineticam)

Questo capobranco da palestra viene avvistato nella grande maggioranza dei casi a capo dei gruppi di “Corsisti” e costituisce per essi bussola, vangelo e Maometto tutto in uno. L’istruttirce è sempre bionda, però di quel biondo tinto con piccoli segni di ricrescita più scura che fa tanto “mi curo sì,ma senza sbattermi troppo” e di una tonalità tutto sommato quasi naturale ed i capelli sono sempre con la coda, mai sciolti, mai con la treccia e mai con l’acconciatura della principessa Leila, sempre coda.

Dal punto di vista del fisico abbiamo già fatto notare che hanno i muscoli di Kurt Angle e la tutina alla Jill Cooper (o viceversa); ma sottolineamo che hanno dei polmoni da suonatore di bassotuba visto che anche durante il più faticoso degli esercizi non cessano di lanciare incitazioni e slogan da fare impallidire un sergente delle Spetsnaz. Dietro di esse la massa adorante dei corsisti annuisce ed esegue. Un altro attributo tipico è la cronica incapacità di stare ferma per più di tre secondi nella stessa posizione, deve sempre correre, saltare e mantenersi in movimento per mantenere la pancia piatta, il gluteo tonico e la spalla larga. L’unico metodo funzionante registrato è stato quello elaborato dal fidanzato di una di esse nel 1974; per convincerla a stare seduta al cinema per la durata della proiezione, si è inventato “la posizione del mohai” una fittizia posizione di yoga seduta e zitta che deve essere mantenuta tra i 90 ed i 180 minuti, così almeno lui si è guardato in pace il film.

Continua…

Tipi da palestra – 3

La corsista (homo sapiens aerobicus)

Esempio comune di animale che nelle palestre si ritrova spesso in branchi, esso frequenta di concerto ai suoi simili solo attività dal nome quantomeno ambiguo come gag, zumbo, fit boxe, eccetera. Si ritrova in branchi monosessuati al cui vertice troviamo un esemplare particolarmente atletico ed entusiasta che vanta sempre una muscolatura alla Jill Cooper e tutina come Kurt Angle o il contrario, dipende dai casi. I branchi di questi esemplari, seguendo la guida del capobranco si chiudono in grandi stanze attrezzate appositamente e si comportano come tanti cretini sincroni, o come dei parlamentari del PDL, tanto è lo stesso. Fanno finta di prendere a pugni un finto saccone da boxe, salgono un solo gradino 19 volte al secondo, stanno mummificati a gambe larghe e ginocchia piegate e le braccia avanti (detta “posizione della turca per cagare”) e cose del genere. La cosa bella è che tra questi corsi ci sono anche quelli di danza del ventre, la cosa brutta è che certe corsiste somigliano a me.

Mastino (homo neanderthalensis loquens)

Questo è un esemplare è estremamente raro, solitamente non se ne trova più di uno per palestra, secondo gli eminenti scienziati Piardi, Zamboni e Bertussi , la sua limitatissima diffusione deriva dal fatto che non ne esiste un esemplare femmina, e se anche esistesse, sarebbe meglio di no. Questo primate ha un peso approssimativo di centocinquanta chilogrammi, distribuiti su di una dimensione un metro e settanta scarso per circa un metro e mezzo di ampiezza. Fronte bassa, capelli rasati, braccia larghe (ma mantenute alte dalla ciccia) e andatura da allevatore di maiali in giornata di mercato. L’insieme non contribuisce certo a dare l’impressione di un avvocato o di un farmacista; in effetti più che di un primato di intelligenza sembra un primate e basta. Il fatto che in palestra lo si veda senza sforzo spostare tutte le macchine con i truzzi attaccati rende il tutto piuttosto preoccupante. Da preoccupante passa a drammatico quando a causa di una giornata di diarrea devastante decide di volere attaccare briga. Malgrado però le apparenze non è pericoloso, quando viene verso di voi piantategli saldamente una mano sulla fronte tenendo teso il braccio, sarà pure forte come un toro ma, malgrado i ridicoli tentati vi, non riuscirà a colpirvi perché ha le braccine corte.

Continua….

 

 

TIpi da Palestra – 2

L’allenatore (homo sapiens broccolator)

Esponente della fauna indigena dell’ecosistema “palestra”, questo pericolosissimo predatore si distingue peculiarmente per il suo abbigliamento assolutamente anonimo (tuta da ginnastica monocroma) e la sua sfrontata amichevolezza. Tra le abitudini di questo predatore del tramonto infatti troviamo l’uso di saluti gioviali, il dare del tu a tutti, e generalemente di fare il simpatico. Con una differenza, se mentre con le utenti femminili intorta lunghe conversazioni costellate di “controlliamo lo stato tonico del gluteo” e “qui ci siamo quasi con il livello dei pettorali”, allungando ovviamente le mani; dall’altro lato tenta rapidamente di eliminare la probabile concorrenza maschile. Questo viene fatto assegnando faticosissimi esercizi alla popolazione maschile che comportano lo spostare tonnellate di ghisa all’interno delle macchine inquisitorie che si diceva prima, cosa che comporta la probabilissima dipartita dell’allenato entro pochi minuti. Intanto che la concorrenza viene eliminata egli si pone di fronte al tappeto rollante (e di fronte al rimbalzamento) per spiegare le virtù della corsa, oppure alle spalle mentre si fa gli esercizi con i manubri per controllare la postura. Il naturale predatore dell’homo sapiens broccolator si rivela talvolta essere l’homo sapiens pompatus fidanzato con le assistite, il quale provvede talvolta a scaraventare il broccolator attraverso una finestra, talvolta si limita a staccargli le orecchie e il naso come monito.

La ragazzina gnegnegné (filiformis adulescens acida)

Gli illustri scienziati Bonomi e Gnutti sostengono che essa potrebbe rappresentare uno stadio pre-evolutivo della sapiens rifattus, mentre invece Bugatti e Ghidini sono invece portatori di una tesi differente sulla genesi e l’evoluzione di questa diffusissima specie femminea. Secondo questi ultimi esse sono generalmente studentessine del liceo o di economia e commercio le quali dedicano una buona fetta di ciascun pomeriggio alla cura di se frequentando palestre e ambienti affini allo scopo di raggiungere i loro modelli di vita. I loro archetipi di riferimento sono ad esempio: le veline, il ministro delle pari opportunità o le concorrenti di “la pupa e il secchione”. Esse sono caratterizzate dall’essere tutte di apparenza estremamente simile, come un gruppo attiviste del nostro amatissimo Presidente. La divisa di ordinanza comprende:capello lungo, biondo o castano liscissimo, piastratissimo e munito di frangia sopraccigliare, canottierina/magliettina rigorosamente bianca e con poche maniche, pantaloncino da ginnastica nero minimale per permettere di dimostrare che di gambe ne hanno due ed entrambe lunghe e perfette. Opzionale cellulare, bottiglietta d’acqua e borsetta figa per portare il tutto. Un recente articolo del gruppo di ricerca del dottor Bossini evidenzia però che esiste una discrepanza tra la loro presenza nella sala palestra e quello che fanno, infatti i ricercatori hanno rilevato che esse non utilizzano alcun attrezzo della palestra, infatti vengono sempre osservate mentre cinguettano9 al cellulare, producendo il tipico richiamo “amoriiiii, , tesorinaaaaa, noooooo”, mentre utilizzano solo ed esclusivamente il tappeto rollante per correre (ma senza ne sudare ne scomporsi) o mentre svolazzano adoranti attorno al manzo da palestra più gonfio di creatina ed anabolizzanti che riescono a individuare.

Il truzzo (homo erectus palestratus)

Come dice anche il nome rappresenta una sottospecie di primate sopravvissuta fino ai giorni nostri. Conosciuto anche come Zarro, Manzo o “ehi tu con la faccia da scimmia”, è una creatura moderatamente diffusa nell’universo della palestra. Esso frequenta la palestra principalmente per addocchiare e rimorchiare le esponenti del sesso femminile presente in palestra. Non è che ci riesca molto bene comunque, per lo più si limita a guardarci il sedere e bere il Burn o il Gatorade. Il suo sogno segreto è quello di diventare come l’homo sapiens pompatus, ma in comune con esso ha solo l’ego ed i tatuaggi. Se il pompatus si distrugge ai pesi , il palestratus si impegna alle macchine, con carichi risibili ma facendo comunque una fatica immane vista la vita sregolata e malsana che conduce. Dopo ben due ripetizioni si sente già incredibilmente forte e prestante, per cui tenta di impegnarsi in una gara di pesi con un altro truzzo. In effetti la gara ha un senso, un po’ come far correre un bradipo contro una tartaruga. Laddove il Gorilla si concentra solo sulla parte superiore del corpo, il truzzo è ancora più limitato ed esso si concentra solo su pettorali e bicipiti per poterli sfoggiare sotto magliette attilalte e canottiere in microfibra. Ovviamente essendo impaziente non si contenta del semplice esercizio fisico ma cerca il supporto della moderna scienza medica, riempiendosi di integratori, creatina e anabolizzanti vari. Queste sostanze tuttavia si combinano con le pastiglione che si fa nel fine settimana in discoteca, dove va per sfoggiare i bicipiti nuovi in inutili risse con altri tabbozzi. La combinazione letale da luogo ad un distruttivo effetto a valanga che non solo gli brucia i neuroni ma lo lascia anche con meno muscoli di quando ha iniziato.

Continua…..

Tipi da Palestra

Ma voi andreste in una palestra di tendenza creata da una azienda che produce dischi, bevande, una emittente radio ed ha una linea aerea? Non è che questi hanno le idee leggermente confuse? Io per ragioni che tutt’ora mi sono incomprensibili l’ho fatto e questi sono alcuni elementi tratti dal resoconto che con pazienza mi sono accinto a stilare. Di seguito c’è una parte del colorito bestiario che vi ho incontrato.

Gli spogliatoio

Per prima cosa si nota che in maniera molto intelligente gli spogliatoio sono a mezzo chilometro dalla palestra, veramente figa come cosa, così uno intanto fa anche riscaldamento. Gli spogliatoio sono stati progettati probabilmente da una ape regina incazzata. Sebbene gli stanzoni abbiano lo spazio per far smutandare tante persone gli armadietti sono microscopici e incastonati uno nell’altro come i mattoni del tetris, se metti le scarpe non ti ci sta la borsa, ma se lasci i pantaloni fuori puoi metterci la giacca. Non ci sta un maglione piegato però puoi appendere la camicia alla stampella perché non si stropicci. Misteri della psiche umana. Siccome anche gli spogliatoio della palestra devono esser fighi come la palestra, dovunque si trovano questi schermi al plasma che mandano a rotazione MTV, solo che per qualche gioco perverso la radiodiffusione invia tutt’altra musica. Vedere il videoclip di Lady Gaga e sentire intanto in sottofondo i Led Zeppelin ha qualcosa in se di molto perverso.

In fianco agli spogliatoio c’è la zona di lavaggio e toelettatura. Ci sono tutta una serie di lavandini quadrati che fanno molto figo e l’illuminazione è carente in maniera ottimale per dare alla faccia di chiunque si specchi quella bella espressione livida di Brad Pitt in “Fight Club” (dopo che lo hanno stangato di botte).

Poi c’è l’ambiente docce, molto “attual”, è una grande stanza sulle cui pareti sono ricavati venti cubicoli per i lavacri, niente paraventi o porte, tutto molto “culattonish” che va molto di moda adesso. Si ignora il motivo per il quale il resto della stanza, ossia l’80% dello spazio sia vuoto. I cessi invece sono nascosti dietro una porta anonima e grigia; tre minuscole intercapedini in cui scaricarsi e senza carta da culo. Se ne traggono 2 conclusioni:

Numero 1 andare al cesso non è “cool”.

Numero 2 qui nessuno caga, ed a vedere le facce delle persone lo si intuisce.

Il Gorilla (homo sapiens pompatus)

Questo curioso umanoide è uno degli esemplari più comuni nella fauna delle palestre, di forme solitamente erculee la sua popolazione è composta al 95% da esemplari maschi. Le dimensioni variano tra il metro e cinquantotto (tronfio di orgoglio) e il metro e novanta (tronfio di anabolizzanti). Caratteristica comune a tutti gli esemplari è la muscolatura della parte superiore del corpo enormemente sviluppata, che contrasta ridicolmente con le gambette da rospo. La sua principale attività in palestra consiste nel sollevare enormi manubri di fronte a degli specchi soffiando e facendo smorfie come uno che debba espellere dal retto una noce di cocco. Dopo aver smosso la massa equivalente di una betoniera di calcestruzzo, l’homo sapiens pompatus si rilassa in sauna o in doccia, buttando “distrattamente” l’occhio ai muscoli dei vicini. Molti esemplari sostengono si tratti di invidia verso i compagni più dotati, ma recenti studi approfonditi hanno svelato che potrebbe trattarsi di attarazione erotica e che non guardano i muscoli bensì il deretano dei compagni.

La regina del bisturi (donna sapiens rifattus)

Esemplare in via di diffusione nelle palestre locali è ritenuto dagli scienziati Pasotti e Ghidini, una possibile variante dell’Homo Sapiens Pompatus, ma in versione femminile. La cosa che accomuna queste specie all’Homo sapiens pompatus è la costante espressione seria, concentrata, incazzata. Di età indefinibile, compresa verosimilmente tra i 30 ed i 45 anni terrestri, questo curioso mammifero si distingue per i multipli e ripetuti interventi di chirurgia estetica: labbra a salvagente, boe ad altezza clavicole e nasi scalpellati, zigomi a boccino. La quale cosa conferisce alle stesse la stessa espressione litocrona e atarattica che hanno i busti della regina Nefertiti al museo di Torino. Abbigliamento, trucco e parrucco sono assolutamente perfetti prima, durante e dopo il “training”. Sono caratterizzati da vistose tutine e scollature abissali le quali attirano l’attenzione di tutti i presenti sulle tette rimbalzanti qua e là durante la corsa e ricevono in risposta sguardi di sfida, come a dire “si è tutta roba mia, ma tu ce l’hai la mazza dei 5009? No? Allora dimenticami”. L’allenamento si compone di pochi e semplici esercizi ma tutti ripetuti fino all’ossessione. Per cui un’ora di step per i glutei, due ore di corsa per le gambe, tre ore di manubri per non avere le braccia mollicce, mucchi di addominali per la pancia piatta. I medesimi scienziati Pasotti e Ghidini hanno inoltre ipotizzato che questa specie evolva naturalmente verso la bidimensionalità per poi scivolare da sotto la porta della palestra una volta finito il ciclo di allenamento.

…Continua…