Guida pratica per visitare la Toscana – parte prima

Estate, tempo di vacanze e di meritato riposo per il lavoratore che dopo essersi affannato tutto l’anno trova finalmente un po’ di quiete. Anche per il mio ex collega ed occasionale commensale, Ciccio, è venuto questo tempo, nonostante che per definizione per fare una vacanza occorre un lavoro, e lui non avendo alcun lavoro non avrebbe diritto ad alcuna vacanza, ma tant’è. Quest’anno la meta imposta è stato l’entroterra Toscano. Ecco il resoconto dell’esperienza.

Il territorio

La Toscana nel suo insieme è divisa in tre parti: il mare, le lowland e le famose highland toscane. La zona della costa è piena di turisti, per cui è ancora dibattuto se sia vera Toscana o qualcosa d’altro, per cui nel dubbio ce ne freghiamo; le lowland e le highland costituiscono invece il vero cuore battente della regione. Le higland Toscane costituiscono la parte minoritaria del territorio, sono altipiani brulli, spazzati dal vento dove la vita è dura e difficile e gli abitanti sono dei coriacei montanari abituati ad una vita semplice e frugale. Talmente semplice e frugale che non c’è mica tanto da vedere, ci sono un pacco di sentieri, di oliveti e poco altro, fine. I bassopiani toscani, detti anche lowland o colline sono invece la parte più interessante, è tutto giallo con delle strice verdi o nerastre perché piove pochissimo, e solo i più vecchi ricordano di anni quando ha piovuto per due giorni di seguito o addirittura c’è stata la nebbia.

Le città

In Toscana c’è un sacco di borghi e di città più grandicelle, tutte con una storia lunghissima, storia che principalmente si compone di due cose: opere d’arte e guerre. Questa è la caratteristica principale dei cittadini toscani, si odiano tra di loro ad un livello molto intimo. Senesi contro aretini, fiorentini contro senesi, pratesi contro fiorentini, pratesi contro grossetani, grossetani contro livornesi, livornesi contro pisani, pisani contro senesi, senesi con altri senesi, pisani e livornesi contro fiorentini e senesi, D’Artagnan ed Ercole contro Maciste e Zorro. C’è da dire comunque che mille anni di lotte a coltello hanno fornito il luogo di molta arte, solitamente funeraria (chiese per fare il requiem ai morti in battaglia) o difensiva (castelli per cercare di evitare il requiem di prima). Ogni città, paese, borgo, villaggio e paesucolo può vantare sia una bella chiesa antica che solitamente un castello o una torre che servivano per accogliere adeguatamente i bellicosi vicini desiderosi di fare a botte. C’è da sottolineare infine due cose:

  • prima cosa: in mancanza di un vicino di paese a cui esternare la propria animosità va bene anche il vicino di casa. In particolare i senesi sono famosi per starsi sulle balle fra di loro, ora tutto è stato civilizzato e ridotto ad una simpatica gara di cavalli, in passato erano sassate da lontano, cazzotti e bastonate da vicino.
  • seconda cosa: tutti odiano i pisani a parte i pisani che dicono la stessa cosa dei livornesi. È un fattore antropologico e non ci si può fare nulla.
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