Archivio mensile:luglio 2013

Tipi da palestra – 5

Rocco Siffredi (homo pisellutus exhibens)

Il personaggio in questione viene incontrato negli spogliatoi della palestra, e solo qui può esservi riconosciuto, infatti all’esterno di essi è assolutamente eguale a tutti gli altri avventori, o per lo meno così sembrerebbe. Durante l’allenamento si allena come un qualunque altro tipo da palestra, fa i suoi esercizi, solleva i suoi manubri eccetera. La sua vera natura si rivela però dopo l’allenamento, nello spogliatoio quando si appresta a fare la doccia. Laddove tutti gli altri si svestono, prendono asciugamani e saponi e si appropinquano al locale docce; egli invece deve dimostrare la sua enorme, smisurata virilità. Per cui egli dopo essersi denudato passeggia allegramente con tutti gli ammenicoli a pendolo; in giro per lo spogliatoio; passa “casualmente” di fronte allo specchio e davanti agli altri utenti ed alle docce ci va con il culo per aria.

Domanda numero 1: perché cavolo se ti senti così apprezzato dalle donne a causa delle tue dimensioni le fai vedere a noi che siamo uomini?

Domanda numero 2: Dopo aver visto Ahmed sotto la doccia, ma pensi che sia davvero così tanta roba?

Dopo aver osservato più attentamente l’amico Ahmed sotto la doccia le velleità passano e l’accappatoio ritorna.

La balena bianca (trippona natans pallidula)

Pur non frequentando direttamente la piscina natatoria, dai vetri della palestra ho avuto modo di intravedere alcuni esemplari di questo corpulento abitante, più di una volta. Per la maggior parte si tratta di signorone tra i trentacinque ed i cinquanta che a causa delle vicissitudini della vità hanno ottenuto, per così dire, il fisico da cantante lirica. Nonstante gli indubbi vantaggi della cosa (sette piani di morbidezza, maxi tettone, eccetera) queste signorone hanno deciso di provare a riprendere la linea dei loro vent’anni mediante una terrificante invenzione della modernità: l’aquagym. Questa disciplina è l’invenzione più inutile sin dai tempi delle ciambelle senza buco, tuttavia attira interi banchi di questi esemplari. Inguainate in costumoni olimpionici in spandex, le balene bianche passano dai sessanta ai novanta minuti ad agitarsi freneticamente in acqua sferzati ed incitati da una feroce istruttrice che usa solo plurali (muoviamoci, scattiamo, pedaliamo), come se lei avesse bisogno di fare ginnastica. Tutto questo agitarsi di sederoni, e ciccie varie causa occasionali maremoti e tsunami che sommergono gli spogliatoi dai quali solitamente emerge un unico sopravvissuto, un vecchio barbuto con un lungo cappotto ed una gamba di legno che agita un’arpione gridando “ti prenderò un giorno, dannata balena bianca!”.

Continua?