Archivio mensile:gennaio 2013

TIpi da Palestra – 2

L’allenatore (homo sapiens broccolator)

Esponente della fauna indigena dell’ecosistema “palestra”, questo pericolosissimo predatore si distingue peculiarmente per il suo abbigliamento assolutamente anonimo (tuta da ginnastica monocroma) e la sua sfrontata amichevolezza. Tra le abitudini di questo predatore del tramonto infatti troviamo l’uso di saluti gioviali, il dare del tu a tutti, e generalemente di fare il simpatico. Con una differenza, se mentre con le utenti femminili intorta lunghe conversazioni costellate di “controlliamo lo stato tonico del gluteo” e “qui ci siamo quasi con il livello dei pettorali”, allungando ovviamente le mani; dall’altro lato tenta rapidamente di eliminare la probabile concorrenza maschile. Questo viene fatto assegnando faticosissimi esercizi alla popolazione maschile che comportano lo spostare tonnellate di ghisa all’interno delle macchine inquisitorie che si diceva prima, cosa che comporta la probabilissima dipartita dell’allenato entro pochi minuti. Intanto che la concorrenza viene eliminata egli si pone di fronte al tappeto rollante (e di fronte al rimbalzamento) per spiegare le virtù della corsa, oppure alle spalle mentre si fa gli esercizi con i manubri per controllare la postura. Il naturale predatore dell’homo sapiens broccolator si rivela talvolta essere l’homo sapiens pompatus fidanzato con le assistite, il quale provvede talvolta a scaraventare il broccolator attraverso una finestra, talvolta si limita a staccargli le orecchie e il naso come monito.

La ragazzina gnegnegné (filiformis adulescens acida)

Gli illustri scienziati Bonomi e Gnutti sostengono che essa potrebbe rappresentare uno stadio pre-evolutivo della sapiens rifattus, mentre invece Bugatti e Ghidini sono invece portatori di una tesi differente sulla genesi e l’evoluzione di questa diffusissima specie femminea. Secondo questi ultimi esse sono generalmente studentessine del liceo o di economia e commercio le quali dedicano una buona fetta di ciascun pomeriggio alla cura di se frequentando palestre e ambienti affini allo scopo di raggiungere i loro modelli di vita. I loro archetipi di riferimento sono ad esempio: le veline, il ministro delle pari opportunità o le concorrenti di “la pupa e il secchione”. Esse sono caratterizzate dall’essere tutte di apparenza estremamente simile, come un gruppo attiviste del nostro amatissimo Presidente. La divisa di ordinanza comprende:capello lungo, biondo o castano liscissimo, piastratissimo e munito di frangia sopraccigliare, canottierina/magliettina rigorosamente bianca e con poche maniche, pantaloncino da ginnastica nero minimale per permettere di dimostrare che di gambe ne hanno due ed entrambe lunghe e perfette. Opzionale cellulare, bottiglietta d’acqua e borsetta figa per portare il tutto. Un recente articolo del gruppo di ricerca del dottor Bossini evidenzia però che esiste una discrepanza tra la loro presenza nella sala palestra e quello che fanno, infatti i ricercatori hanno rilevato che esse non utilizzano alcun attrezzo della palestra, infatti vengono sempre osservate mentre cinguettano9 al cellulare, producendo il tipico richiamo “amoriiiii, , tesorinaaaaa, noooooo”, mentre utilizzano solo ed esclusivamente il tappeto rollante per correre (ma senza ne sudare ne scomporsi) o mentre svolazzano adoranti attorno al manzo da palestra più gonfio di creatina ed anabolizzanti che riescono a individuare.

Il truzzo (homo erectus palestratus)

Come dice anche il nome rappresenta una sottospecie di primate sopravvissuta fino ai giorni nostri. Conosciuto anche come Zarro, Manzo o “ehi tu con la faccia da scimmia”, è una creatura moderatamente diffusa nell’universo della palestra. Esso frequenta la palestra principalmente per addocchiare e rimorchiare le esponenti del sesso femminile presente in palestra. Non è che ci riesca molto bene comunque, per lo più si limita a guardarci il sedere e bere il Burn o il Gatorade. Il suo sogno segreto è quello di diventare come l’homo sapiens pompatus, ma in comune con esso ha solo l’ego ed i tatuaggi. Se il pompatus si distrugge ai pesi , il palestratus si impegna alle macchine, con carichi risibili ma facendo comunque una fatica immane vista la vita sregolata e malsana che conduce. Dopo ben due ripetizioni si sente già incredibilmente forte e prestante, per cui tenta di impegnarsi in una gara di pesi con un altro truzzo. In effetti la gara ha un senso, un po’ come far correre un bradipo contro una tartaruga. Laddove il Gorilla si concentra solo sulla parte superiore del corpo, il truzzo è ancora più limitato ed esso si concentra solo su pettorali e bicipiti per poterli sfoggiare sotto magliette attilalte e canottiere in microfibra. Ovviamente essendo impaziente non si contenta del semplice esercizio fisico ma cerca il supporto della moderna scienza medica, riempiendosi di integratori, creatina e anabolizzanti vari. Queste sostanze tuttavia si combinano con le pastiglione che si fa nel fine settimana in discoteca, dove va per sfoggiare i bicipiti nuovi in inutili risse con altri tabbozzi. La combinazione letale da luogo ad un distruttivo effetto a valanga che non solo gli brucia i neuroni ma lo lascia anche con meno muscoli di quando ha iniziato.

Continua…..

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