Tipi da Palestra

Ma voi andreste in una palestra di tendenza creata da una azienda che produce dischi, bevande, una emittente radio ed ha una linea aerea? Non è che questi hanno le idee leggermente confuse? Io per ragioni che tutt’ora mi sono incomprensibili l’ho fatto e questi sono alcuni elementi tratti dal resoconto che con pazienza mi sono accinto a stilare. Di seguito c’è una parte del colorito bestiario che vi ho incontrato.

Gli spogliatoio

Per prima cosa si nota che in maniera molto intelligente gli spogliatoio sono a mezzo chilometro dalla palestra, veramente figa come cosa, così uno intanto fa anche riscaldamento. Gli spogliatoio sono stati progettati probabilmente da una ape regina incazzata. Sebbene gli stanzoni abbiano lo spazio per far smutandare tante persone gli armadietti sono microscopici e incastonati uno nell’altro come i mattoni del tetris, se metti le scarpe non ti ci sta la borsa, ma se lasci i pantaloni fuori puoi metterci la giacca. Non ci sta un maglione piegato però puoi appendere la camicia alla stampella perché non si stropicci. Misteri della psiche umana. Siccome anche gli spogliatoio della palestra devono esser fighi come la palestra, dovunque si trovano questi schermi al plasma che mandano a rotazione MTV, solo che per qualche gioco perverso la radiodiffusione invia tutt’altra musica. Vedere il videoclip di Lady Gaga e sentire intanto in sottofondo i Led Zeppelin ha qualcosa in se di molto perverso.

In fianco agli spogliatoio c’è la zona di lavaggio e toelettatura. Ci sono tutta una serie di lavandini quadrati che fanno molto figo e l’illuminazione è carente in maniera ottimale per dare alla faccia di chiunque si specchi quella bella espressione livida di Brad Pitt in “Fight Club” (dopo che lo hanno stangato di botte).

Poi c’è l’ambiente docce, molto “attual”, è una grande stanza sulle cui pareti sono ricavati venti cubicoli per i lavacri, niente paraventi o porte, tutto molto “culattonish” che va molto di moda adesso. Si ignora il motivo per il quale il resto della stanza, ossia l’80% dello spazio sia vuoto. I cessi invece sono nascosti dietro una porta anonima e grigia; tre minuscole intercapedini in cui scaricarsi e senza carta da culo. Se ne traggono 2 conclusioni:

Numero 1 andare al cesso non è “cool”.

Numero 2 qui nessuno caga, ed a vedere le facce delle persone lo si intuisce.

Il Gorilla (homo sapiens pompatus)

Questo curioso umanoide è uno degli esemplari più comuni nella fauna delle palestre, di forme solitamente erculee la sua popolazione è composta al 95% da esemplari maschi. Le dimensioni variano tra il metro e cinquantotto (tronfio di orgoglio) e il metro e novanta (tronfio di anabolizzanti). Caratteristica comune a tutti gli esemplari è la muscolatura della parte superiore del corpo enormemente sviluppata, che contrasta ridicolmente con le gambette da rospo. La sua principale attività in palestra consiste nel sollevare enormi manubri di fronte a degli specchi soffiando e facendo smorfie come uno che debba espellere dal retto una noce di cocco. Dopo aver smosso la massa equivalente di una betoniera di calcestruzzo, l’homo sapiens pompatus si rilassa in sauna o in doccia, buttando “distrattamente” l’occhio ai muscoli dei vicini. Molti esemplari sostengono si tratti di invidia verso i compagni più dotati, ma recenti studi approfonditi hanno svelato che potrebbe trattarsi di attarazione erotica e che non guardano i muscoli bensì il deretano dei compagni.

La regina del bisturi (donna sapiens rifattus)

Esemplare in via di diffusione nelle palestre locali è ritenuto dagli scienziati Pasotti e Ghidini, una possibile variante dell’Homo Sapiens Pompatus, ma in versione femminile. La cosa che accomuna queste specie all’Homo sapiens pompatus è la costante espressione seria, concentrata, incazzata. Di età indefinibile, compresa verosimilmente tra i 30 ed i 45 anni terrestri, questo curioso mammifero si distingue per i multipli e ripetuti interventi di chirurgia estetica: labbra a salvagente, boe ad altezza clavicole e nasi scalpellati, zigomi a boccino. La quale cosa conferisce alle stesse la stessa espressione litocrona e atarattica che hanno i busti della regina Nefertiti al museo di Torino. Abbigliamento, trucco e parrucco sono assolutamente perfetti prima, durante e dopo il “training”. Sono caratterizzati da vistose tutine e scollature abissali le quali attirano l’attenzione di tutti i presenti sulle tette rimbalzanti qua e là durante la corsa e ricevono in risposta sguardi di sfida, come a dire “si è tutta roba mia, ma tu ce l’hai la mazza dei 5009? No? Allora dimenticami”. L’allenamento si compone di pochi e semplici esercizi ma tutti ripetuti fino all’ossessione. Per cui un’ora di step per i glutei, due ore di corsa per le gambe, tre ore di manubri per non avere le braccia mollicce, mucchi di addominali per la pancia piatta. I medesimi scienziati Pasotti e Ghidini hanno inoltre ipotizzato che questa specie evolva naturalmente verso la bidimensionalità per poi scivolare da sotto la porta della palestra una volta finito il ciclo di allenamento.

…Continua…

 

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