L’alcool e noi

Presentiamo in questa sede un campionario delle più comuni esperienze conseguenti il consumo di bevande spiritose; stilato per questo post dall’esimio Prof. Cinto Grugnetti.

Botta da bianco
Insidiosa e infingarda è molto comune d’estate; con il caldo, il bianco bello fresco va giù che è un piacere. Molto comune a matrimoni e pranzi parrocchiali. Dopo mezza bottiglia la conversazione è incredibilmente interessante e ci si sente affascinanti e disinvolti. Solitamente non comporta cazzate. Alla fine della prima bottiglia ci si sente anche abbastanza portati per il ballo da sala, finché è un lento va bene, con qualcosa di più movimentato meglio andarci lenti. Lo smaltimento è facile, dormitona e buona colazione, i soggetti più sensibili possono accusare un leggero mal di testa.

Botta da rosso / botta da bianco mischiato a rosso
Più aggressiva della precedente, anche questa è spesso abbinata ai pasti, più comune nelle mezze stagioni e va a braccetto con carni e spiedi vari. Anche qui dopo alcuni bicchieri ci si sente molto fighi ma alla propensione al ballo subentra quella al canto, spesso montano e spesso in compagnia di allegri signori con cappelli piumati. Anche qui le corbellerie sono abbastanza rare, tutt’al più si sconfina nel campo alimentare: “scommettiamo che riesco a mandare giù un uovo sodo intero??” Il recuperò è già più complesso: formicolii, lividi incomprensibili, generale senso di essere stati picchiati, ed infine, esperienze paranormali al gabinetto, possono comparire nelle successive 12-24 ore.

Botta da birra
Pericolosa, molto pericolosa, è statisticamente comprovato che la botta da birra spinge a compiere gesti molto stupidi tipo insultare squadre di rugby, cercare di rigare l’auto ai vigili o sventolare bandiere con il fascio alla festa di Radio Onda d’Urto. Facilmente ottenibile a feste del rugby, concerti e oktoberfest, fa credere allo scolatore di possedere chissà quali superpoteri. Questo fino al secondo litro; da dopo il secondo litro subentra un senso di tristezza, misantropia e odio nei confronti dell’umanità più remota, soprattutto ex ragazze e amichette traditrici. Nulla che non passi ma è fondamentale allontanare cellulari,i-phone e cose del genere dalla portata del beone, il mattino dopo vi ringrazierà. Lo smaltimento è complicato, l’ingente quantità di liquidi ingeriti, a causa dell’equazione di conservazione della massa da qualche parte deve pur uscire; meglio provvedersi di recipienti o di un letto in prossimità del cesso. L’indomani saranno presenti tutti e 5 i cerchi olimpici, alla testa, e un senso di lingua gonfia e felpata. Mangiare? L’ideale sarebbe si, in pratica il solo pensiero da la nausea.

Botta da cocktail
Molto comune a feste, aperitivi e altri eventi mondani sociali, lubrifica la conversazione e facilita le trattative. Al terzo – quarto bicchiere parli l’inglese migliore della tua vita. Al sesto – settimo si disquisisce di ogni argomento, pur non capendoci nulla e tutti gli interlocutori sono incredibilmente comprensibili e spiritosi. Il giorno dopo è caratterizzato da mal di testa ed una fame alcolchimica terrificante. Il mal di testa tipico è secco, contundente e concentrato nella fronte e rende impossibile qualunque attività cerebrale. Servirebbero dieci pastiglie di Orudis ma la secchezza della bocca pari a quella del deserto di sale rende impossibile la deglutizione. Una soluzione alternativa potrebbero essere cinque cheeseburger e un etto di aulin, il tipico viscidume del panino potrebbe aiutare la deglutizione mentre l’etto di nimesulide dovrebbe attenuare il radiofaro rosso che ti martella la testa appena sopra gli occhi.

Botta da grappa / superalcolici lisci
A prima vista sembrerebbe che porti soltanto benefici, i propri partner sono sempre strafighi, si entra in possesso di una forza inumana (tipo vuoi vedere che sollevo e lancio un frigorifero?), si raggiunge l’assoluto comico, si vince a risiko ed il mondo stesso sembra essere un posto migliore. Il mattino dopo il mondo fa schifo e la vita è una fogna che scarica tutto nel tuo stomaco. L’unica è sperare di addormentarsi di brutto quando ancora l’alcool gira, altrimenti è la fine; ed un infarto diviene una prospettiva allettante. Il risveglio avviene direttamente nell’inferno dantesco, dove una crudele schiera di diavoli armati di mazze ferrate percuotono la testa dal di dentro e Caronte naviga con la sua nave dei dannati all’interno della pancia. Tutte le articolazioni fanno male e sembra di avere il sangue denso come marmellata che fatica a scorrere nelle vene. Il modo migliore per farsela passare è strizzare fuori l’alcool dal corpo, una bella corsa di una diecina di kilometri è l’ideale per sudare fuori tutta la vodka della sera prima, letteralmente. L’unica controindicazione alla cosa è che potresti collassare durante il tentativo, ma tanto, peggio di così….

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