I convegnisti

Il mio lavoro mi ha anche imposto con una certa ricorrenza di presenziare ad eventi pubblici di rilevanza scientifica o tecnica, i famigerati convegni. Siccome la comunità scientifica è per l’appunto una comunità, in questi eventi vengo a contatto con numerosi personaggi degni di essere raccontati; conosciamone alcuni.

La secchiona
Lei è li perché al convegno deve presentare un importante studio che le è costato sangue e sudore. Il primo articolo su cui il suo rapace capo non ha messo la firma è per lei l’unico motivo di presenza e vita al convegno. Algida, determinata, spietata; non socializza, non fraternizza, non mangia e non si scompone. Però suda parecchio. Questo per lo meno finché non fa la sua presentazione dopodiché si sbraga come una odalisca in un bagno turco.

Lo svaccato
Al convegno ce lo hanno mandato i suoi superiori, ma tutto sommato non gli dispiace; certo se può schivare qualche sessione noiosa lo fa volentieri e spesso saccheggiando il buffet, ma in almeno la metà è moderatamente attento e partecipe però molto easy eh! Se non è presente il buffet può capitare che si addormenti durante le presentazioni; ma spesso è in ultima fila e nessuno se ne accorge.

L’impegnata
Sia che sia volontaria, sia che sia cooptata; come che sia è al convegno solo con il fisico; la testa è da tutt’altra parte. L’impegnata ha costantemente il cellulare all’orecchio mentre con una mano prende appunti, con l’altra digita sul pc, con l’altra controlla l’agenda e con l’altra aggiorna la presentazione sul tablet. Paga un sacco di soldi per l’iscrizione ad un convegno di quattro giorni e poi va solo una mattina perché ha troppo lavoro da fare. In sala non la si vede mai, è sempre nell’area wi-fi e mai una volta che stia chattando.

L’incoerente
Costui è un serissimo partecipante, perfetto, lucido, stirato, impeccabile; presenta e partecipa con la perfezione di un robot. Per lo meno fino al tramonto. Una volta calato il sole egli si trasforma; ed il lato oscuro prende il sopravento. Alle 19 depone la cravatta ed alle 19:01 è già sbronzo all’aperitivo che tracanna un bicchiere dietro l’altro. È capace di tirare avanti tutta la notte tra una bottiglia ed una ragazza; la cosa più sconvolgente è vederlo il mattino dopo perfettamente a punto, come se non avesse bisogno di riposare ma solo della revisione e del cambio d’olio ogni 25.000 ore operative.

Il casinista
Ai convegni va per mangiare e bere a scrocco; delle sessioni scientifiche gliene importa molto poco. Mai una volta che lo si veda in sala in orario, sta sempre tirando in lungo con il pranzo, la colazione o il break. Lo si vede costantemente in area wi-fi o all’aperitivo ed ovviamente a cena.

Il professore
Detto anche “il capo”, “la grande vecchia”, o “o’professo’”; questo macrogruppo incorpora in realtà un variegato panorama di luminari eterodossi. Si spazia da austeri e baffuti docenti cinquantenni politecnici a tonitruranti ed alcolofile professoresse polacche. Lo span comprende anche direttori dipartimentali bifronti come il dio Giano (una faccia spiaggiaiola ed una istituzionale), figurini svizzeri che ci tengono a non sfigurare a prescindere e luminari settantenni che a cena sparano a raffica delle battute veramente orride.

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