I Maschi

Disclaimer: questo racconto contiene frasi scurrili, sessiste e fa riferimento a fatti e persone realmente esistenti, se proseguite nella lettura sappiate che manderò a cagare chiunque si lamenterà.

L’automaniaco
Tanto a lui non gliene frega un cazzo, lui ha il Porche. La cosa più importante della sua vita è l’automobile, tutto il resto passa in secondo, terzo e quarto piano. La ragazza in sostanza gli è necessaria quanto un portachiavi, se tintinna anche è molto meglio.

Il calciatore
Perché diciamoci la verità, gli altri sportivi hanno un po’ più di sale in zucca. Lunedì mercoledì e venerdì allenamento, domenica mattina partita. Il sabato sbuffando le si può concedere un po’ di passeggiata o shopping o altre attività ricreative altamente edificanti come farsi fare i capelli o bere l’aperitivo. Fondamentalmente è perché gli serve (a lui) qualcuno che faccia il tifo alle squallide partitelle di serie D, se esistessero le cheerleader le farebbe mettere i pon pon. Oppure gli serve per lamentarsi dell’arbitro, del mister o del pullman. Al massimo al massimo la usa per bullarsi; eh si si si, pim, pam, dribbling, rovesciata, palla sotto il 7, tutti a casa (cit. Il mio amico Carlo che la sa dire meglio).

Il palestroide
Che è fissato con il culo, sia il suo che quello della sua morosa, lui deve essere il più muscoloso di tutti. Appena uscito dal lavoro si massacra di addominali, flessioni, sbarra e panca piana, poi però ha le gambette da rospo perché si dimentica di fare lo squat. Costringe spesso la propria metà ad estenuanti sedute in palestra per rendere lei, attualmente simile a Sabrina Ferilli, uguale a Madonna. Tutto il testosterone che gli gira dentro gli fa spesso millantare prestazioni erotiche inumane, peccato che tutte le bombe che si spara lo abbiano reso meno che impotente.

L’Egoarca
In una frase: “io sono io, e tu non sei un cazzo”. Egli ha 3000 impegni e l’appoggio costante, continuo ed incondizionato della lei sono fondamentali. Per lo meno finché lei regge; quando chiede di poter andare un pomeriggio a trovare una zia malata che abita in una casetta nel centro del bosco, il miserabile la ribalta, facendola sentire in colpa perché lo abbandona.

L’animale
Praticamente una bestia, e non ha nulla a che fare con il buon selvaggio della letteratura ed il “Candido” di Voltaire. Ignorante, antiquato, sgraziato, stupido e pigro. Può essere indifferentemente un malghese della Val Trompia, un palancaro della Brianza o un ultraconservatore maomettano; cambia il nome ma lo stile resta quello. Per qualche oscuro contrappasso questo tipo di primate attrae soltanto ragazze intelligenti e di livello culturale non indifferente, spesso molto graziose. Bella, zitta e buona stai lì sulla tua mensola, finché non ti tiro giù e non ti spupazzo come voglio io, poi ti ci rimetto. Quando la cosa è andata ormai a regime lei sta in casa a chiedersi cosa sia andato storto, lui esce di casa a farsi gli affari suoi e quando torna ogni tanto ci gioca, ogni tanto la mena.

Il figo
Siccome è figo ha la fila di ragazze che vorrebbero ripassarselo; tuttavia egli si incaponisce in storie assurde che comportano: paranoie, telefonate fiume e begoni fuori di testa che portano la tapina vicino alla pazzia. Quando la miseranda si decide ad allontanarsi per fargli sentire quanto ella gli mancherà; dopo 5 minuti ci sarà già una della fila (di cui abbiam detto prima) in ginocchio con la mano nei suoi pantaloni (suoi di lui ovviamente).

Il Dandy
È elegante, stiloso, curato; amante delle cose un po’ fighette, alla moda ma sempre con molto stile. Frequenta bar arredati completamente di nero, ristoranti macrobiotici e letture pubbliche di poesia. Ama conversare argutamente di tanti temi diversi, cultura, politica, etica; fanno tutte parte del suo bagaglio. È una di quelle rare persone che sostengono che va bene lo stesso restare tutta la notte abbracciati senza fare niente e sarà bellissimo lo stesso. Il massimo insomma. Peccato che sia gay.

Il bongia
Caso di lercione che ha molto successo fra le liceali e le studentesse di lettere e filosofia. Questo zozzone non si lava, fuma la pipa e indossa un poncho; da sotto i suoi capellacci unti e bisunti provengono idee che sarebbero state trovate superate già negli anni ’80 della Germania Est. Beve come un bresciano, fuma come un turco, bestemmia come un veneto e si canna come un rasta; e questo fascino chimico si irradia come un’aura dalla sua persona. Per questo motivo frotte di ragazze con pantaloni a strisce stregatto si affollano attorno a lui come i discepoli attorno a Gesù (quando gli andava bene), in parte per venire impregnate dalla sua saggezza e in parte per cercare di redimerlo dal baratro. Nel migliore dei casi ce la fanno o si accorgono che possono spendere meglio il loro tempo, nel peggiore dei casi finiscono nel baratro con lui.

Il ricco
Esatto contrario (in apparenza) di quello di cui sopra. È la caricatura di zio Paperone, ma in negativo; ha i soooooldi, tanti soldi. La copre di regali e di gioielli come la Madonna di Pompei durante la processione. La porta nei posti di classe, champagne e privé, Cayenne e Yves Saint Laurent. La tapina si accorge di aver fatto una cazzata quando a 50 anni, dopo un botto di coca, botox e chirurgia plastica , viene mollata per una modella russa diciottenne con gambe di un metro e mezzo.

Il delinquente
Fascino del bandito? Non mi risulta che il brigante Gasparone (armato di trombone) fosse un latin lover. Potrebbe essere coinvolto in ogni genere di attività poco pulita, la natura esatta non conta: spaccio, ricettazione, forme politiche illegali o anche peggio; poco importa. In qualche modo finirà per tirarla dentro e metterla nei guai, tenendo un certo pacchetto per un paio di giorni, consegnando a Franco Quattrodita un sacco che puzza di carogna o portando in macchina una bombola di ossigeno liquido e una cassa di polvere da sparo.

Il tormentato
Che in realtà per tutti gli altri è solo un rompicoglioni. Introverso, depresso, nevratile, sfigato, e non nel senso buono del termine; tutto quello che volete. Attrae inspiegabilmente la “ragazza-infermiera”; “io con il mio amore posso salvarlo”. Balle. Cerca in ogni modo di normalizzarlo, di renderlo migliore e felice. Nello 0,00000000001% dei casi ci riesce. Negli altri prima o poi si accorge di avere sprecato n mesi dei suoi sentimenti. Nel caso peggiore lui finisce al manicomio criminale, lei al cimitero.

L’alternativo
Mica tanto, di questi qui è pieno il mondo, soprattutto il mondo delle città universitarie. Lui è diverso, ma sul serio. Ad esempio siccome va di moda l’uomo rasato lui porta la barba, ma non come Socrate o Chuck Norris, deve esserci ma sembrare di esserci perché non ha cura del suo aspetto. Visto che vanno di moda le sneakers lui indossa mocassini (!), Lumberjack ovviamente. Porta la sciarpa e la giacca di velluto a coste anche a luglio. Lui non legge Tom Clancy, troppo commerciale; legge solo letteratura impegnata che avversi il governo legittimo, il governo illegittimo, l’opposizione, l’ordine costituito e la morale comune. Cinema? Neanche a parlarne, al massimo, massimo, massimo, Nanni Moretti, piuttosto teatro; ma solo mattoni minimalisti polacchi dove c’è un solo attore in scena che fa la cacca sul palco. Le donne? Non se lo filano per niente.

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