Le mie ragazze

Disclaimer: questo brano è politicamente scorretto, volgare e sessista, fa riferimento a persone esistenti e fatti realmente accaduti. Io ti ho avvertito, se procedi nella lettura non venire poi a rompermi le balle.

 

L’attivista politica
Sottotipo di donna impegnata; il primo esame al quale sono stato sottoposto prima ancora di quello se non fossi un serial killer è stato quello del se fossi “–ista”. Metteteci il prefisso che preferite. Siccome preferisco essere marcato come “intelligente” sono stato semi-scartato a priori. Quando ha scoperto che marce, manifestazioni e presidi non sono la mia ragione di vita sono stato scartato a posteriori, la cosa è stata reciproca.

La fissata
Monomaniaca dalle più diverse inclinazioni, non contempla altro che quello, una volta è l’università, talvolta il ballo rustico con gli zoccoli. Il suo evidentemente ridotto encefalo non ha spazio per nulla d’altro. Non riuscendo a concepire altro dalla sua passione, ogni genere di sforzo è sprecato, fiori, regali e cene cadono nel baratro, facendo venire voglia di buttarci pure lei dentro.

La reginetta
Se non hai i soldi non avvicinarti nemmeno. Io siccome sono povero non ci ho nemmeno pensato, ed anche se avessi i soldi non li spenderei certo per lei, molto meglio un basso elettrico nuovo.

La contaballe
Simpatica, carina gentile, a chiederle di uscire sorride e dice di sì. Per cui me ne sono andato contento, felice e saltellante; salvo poi inciampare in un sms in cui mi viene raccontata la prima balla per evitare. A successivi contatti corrispondono ulteriori balle. A tante balle ho risposto mandandola sinceramente a cagare.

La sorella di…
Conosciuta attraverso un di lei parente, non riesce a afferrare i segnali e li scambia per il naturale cameratismo (?) che c’è tra i semplici conoscenti. Se li afferra dopo la prima uscita se ne esce con: “non vorrei rovinare il rapporto che hai con mia sorella”. E tronca.

L’acidella
Ragazza carina che a prima vista sembrerebbe pure simpatica, purtroppo questa combinazione le da una altissima opinione di sé. Costei civetta leggiadramente, ma quando si arriva al dunque la risposta è “ma cosa hai capito”? Io ho capito quello che mi hai suggerito, stronza, sai dove te la infilo la civetta?

L’impegnata
Lunedì palestra, martedì Lio Bar, mercoledì cinema, giovedì palestra, venerdì amiche, sabato disco e domenica aperitivo. E io quando ci entro? La mattina del sabato dalle 11 alle 12:15? No grazie, se devo sudare sette camicie per vedere un po’ di sedere, preferisco farlo in palestra, almeno dimagrisco

La nevrotica
Qualunque approccio viene frainteso, i complimenti presi al contrario, se le dici che simpatica, crede tu stia sottointendendo che è un cesso, se le dici che è carina crede che la ritieni stupida. Le fai i complimenti per gli occhi e ti dice che non è merito suo, le dici che ha stile e ti risponde che non è vero ed ha addosso le cose a caso. L’unico modo per rapportarsi con lei è essere assolutamente chiari. “Vaffanculo” è abbastanza chiaro?

La fashion victim
La noti perché a tutti gli effetti ti giri per strada a guardarla. Peccato che sia stato giudicato a metro e bilancia; siccome gli interessi di costei sono: il lusso, la moda, lo stile e il design io non rientro nei suoi interessi. Forse è meglio così, dopotutto dover pensare anche per lei mi sembra un po’ eccessivo visto che il cervello le serve solo per abbinare i colori e tenere separate le orecchie.

L’intellettualoide
Le piace parlare, e fin qui per una donna è anche normale. Dialoga dei massimi sistemi del mondo. E solo di quello, spesso è ultrafemminista. Ogni contatto umano è bandito; ritenendosi intellettualmente superiore sebbene in realtà non sia in grado di parcheggiare una Smart. Potrebbe essere anche piacevole per una mezz’ora; dopo tale mezz’ora sorge la domanda: “ma se ti fa tutto così schifo perché non emigri in Tibet?” lei risponderebbe: “perché ci sono i cinesi oppressori”; ha capito tutto della vita. È piacevole solo d’estate poiché il suo calore umano pari a quello dell’azoto liquido la rende rinfrescante da abbracciare.

La ragazza reflex
Camicia, leggins, converse e immancabile macchina fotografica all’ultima moda a tracolla. Lei è su un altro livello e osserva un mondo composto da bruti ignoranti attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Passa metà del suo tempo a fotografare bicchieri vuoti, formiche e fiori in putrefazione e l’altra metà a frequentare circoli e ritrovi “alternativi” in cui si parla di pittura, musica e scrittura di cui di solito non fotte un tubo a nessuno. Completano l’insieme gli occhiali finti da nerd ed un abbigliamento stile Giulietta Masina in “La strada” ossia cappello a bombetta, maglie a righe. Cerca il Matto, si merita Zampanò, e se la giustizia esiste non troverà nessuno.

Aperitivo and the city
Sottoprodotto di un certo genere televisivo, la ragazza aperitivo and the city apporta a questa rassegna un tocco di femminismo da XXI secolo. Quello peggiore insomma. Siccome è stata un paio di volte a New York e Londra si sente ormai parte di un episodio di un serial americano. A parte andare in giro con il bicchierone di Starbucks che per fortuna rimarrà un sogno, il suo tempo lo trascorre pianificando e consumando aperitivi con le amiche, comprando scarpe e cercando la prossima festa a cui tirare tardi. E ovviamente saltando da un maschio all’altro nella sciocca ricerca di una storia d’amore straziante e pallosa come quella dei film.

Lady Erasmus
Esempio di una persona di cui Tolkien direbbe che se ne è andata nel blu. Ossia è partita e non è più tornata. L’idea iniziale era quella di farsi un sei mesi, un annetto in una qualche facoltà estera per superare quei due o tre esami che qui sono un po’ più difficili. Il che sebbene sia da furbetti italiani non è affatto illegale. Il punto è che una volta via ci si rende conto di quanto merdosa sia la vita dello studente italiano medio, che deve addirittura studiare all’università per passare gli esami e non può passare l’anno migrando da una festa, ad una bevuta in compagnia passando ogni tanto un test. E così accade, sia l’Alemannia, le Gallie, l’Iberia o la Lusitania, la litania è sempre la stessa: festa, festa, festa, ma in lingua straniera fino a rimanerci sotto. Una volta ritornata alla base, l’occhio vitreo non caga nessuno che parli italiano, il Lumezzanese non vale.

Miss Facebook
Costei vive, grazie al suo smartphone, in simbiosi con il famoso social network, tempesta la sua board alternativamente con link frignosi, finto incoraggianti, zuccherosi o semplicemente idioti ed infantili. I suoi post sono una sequenza sconclusionata di commenti all’ultimo reality, lamenti che tutti la sputtanano alle spalle, report sullo shopping e recensioni di serate in discoteca. Monomaniaca di se stessa ha 300 album in cui si fotografa con ogni misé (improponibile) possibile, con una collezione di scarpe, borse e cinture o nelle vacanze, sempre a Ibiza e Formentera. E sempre o con questa oscena bocca a culo di gallina o con una espressione incazzata, a causa di cosa non è dato sapere. Si crede una vamp, una vip, una modella, in realtà è solo il modello della perfetta idiota. Quando ci si parla assieme è meglio avere fuori portata asce di pietra, piedi di porco e baionette; la sola interlocuzione stimola ad usarli.

L’amica
Siccome è un’amica vale la regola dell’amico.
E non posso nemmeno mandarla alla malora.

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