Archivio mensile:agosto 2012

I gruppi del Facebook

Ci sono un sacco di gruppi che ancora non esistono ma dei quali io vorrei fare parte perché sento che mi rappresentano parecchio.

Gruppo dei metallari che in fondo vorrebbero suonare con Laura Pausini

Perché oltre ad esser una bella donna, il sogno di ogni headbanger che si rispetti è di suonare di fronte ad una pletora di ragazze in delirio.

Gruppo di quelli che apprezzano le ragazze sudate

Non ci posso fare niente, a me una ragazza sudata bisunta, che gocciola proprio e magari con anche il fiatone mi intriga un sacco.

Gruppo di quelli che in palestra non guardano le ragazze che fanno step

Perché non possiamo avere invidia del loro sedere, noi invece guardiamo i maschioni che fanno i manubri davanti agli specchi invidiando quei muscoli enormi.

Gruppo di quelli a cui piace la macedonia con il ketchup.

C’è gente che mette l’aceto sulle fragole e io non posso mettere il ketchup sulla macedonia?

Gruppo di quelli che fanno pipì seduti

Anche se sono maschio posso posarlo il culo sul cesso, specie se sono a casa mia e soprattutto il mattino quando sono stanco o la notte che sono mezzo addormentato, mica mi han messo il fermo alle ginocchia.

Gruppo di quelli che l’odio è uno stile di vita

Perché molti dei problemi della vita li risolverei a revolverate, per quelli più personali c’è sempre il coltello.

Gruppo di quelli che piccherebbero quelli che picchierebbero quelli che picchiano gli animali.

Gli animali hanno tutti i diritti , ma di qui ad anteporli alle persone ce ne vuole dai, siamo seri.

Gruppo di quelli che non hanno l’iPhone

Io posseggo uno smartphone che fa esattamente le stesse cose che fa l’iphone ma che ho pagato un terzo, chi è lo sfigato?

Gruppo di quelli che quando sono in bicicletta risultano motivati se li precede una ciclista chiapputa

Perché in effetti mi sembra la motivazione migliore per fare una cosa ingrata e faticosa come andare in bici.

Gruppo di quelli calvi ma che hanno la barba

Un minimo di orgoglio pilifero che rimane, proprio per non assomigliare ad una palla da biliardo.

Gruppo di quelli che lavorano le loro brave dieci ore

E che quando vedono le foto degli amici su facebook, gente che non fanno un cazzo tutto il giorno, feste, aperitivi e concerti ci prende la voglia di afferrare un lanciafiamme.

Gruppo di quelli che quando camminano in ciabatte fanno sci di fondo

Quando c’ho le ciabbatte sono rilassato e lo scazzo di sollevare i piedi è troppo grande, tanto vale trascinarli.

Gruppo di quelli che sul lavoro lavorano

Perché sul lavoro non sto tutto il tempo sul facebook solo perché sto al pc.

Gruppo di quelli ai quali proprio non glie ne frega un tubo

A me proprio non me ne frega un cazzo; ma non in particolare, proprio perché lo scazzo è uno stile di vita.

Gruppo di quelli che russano talmente forte che si svegliano

Perché in effetti uno che russa disturba quelli che dormono anche quando le due cose coincidono.

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I tatuaggi

Spendiamo volentieri qualche parola in merito a questa moda, che oramai ha preso piede fra i giovani, i meno giovani ed anche i giovani di seconda generazione ossia coloro che giovani lo sono solo dentro.

 

Il tribale

Protagonista oramai in decadimento e detronizzato re dell’epidermide moderna, è il tatuaggio tribale, sfoggiato quasi esclusivamente da personaggi che di non civilizzato han solamente il cervello. È una categoria decisamente ampia le cui caratteristiche di forma, colore, orografia, eccetera dipendono fortemente se il supporto sia maschio o femmina. Nel caso il substrato sia maschio, il tribale prenderà forma di pitture di guerra maori che in origine avrebbero dovuto dare vigore e coraggio ad un samoano in battaglia a caccia di teschi dei nemici. Nel caso di substrato femminile invece si tratta solitamente di complicati motivi geometrici raffiguranti energia, equilibrio, il sole, la luna, l’acqua, la terra ed il cielo e cose del genere. Il problema si pone quando il substrato ha una sembianza agli antipodi degli originali. Siccome non abbiamo muscolosi daiaky a caccia di teste o balinesi leggiadre e flessuose nei giorni di festa; dobbiamo accontentarci di pasciuti e bianchicci impiegati di banca, segretarie cellulitiche e mollicce istoriate di glifi che sembrano qualcosa a metà tra il bassorilievo di Palenque ed una borsa di Gucci.

 

Le stelle

Un trend emergente, specialmente tra i giovanissimi e le giovanissime, è l’uso di apporre dei tatuaggi a forma di sagoma di stella in vari punti concavi del corpo. Per le femminucce i posti prediletti sono i lati del bacino, dove sporgono gli ossicini e poi l’interno delle spalle, tra la spalla ed il muscolo pettorale oppure i polsi e le caviglie. Per i maschi sono uguali. Da questo si evince che questo tipo di tatuaggio è bisex e genera confusione. Questo disegno ha come inconveniente che in caso di gravidanza o ingrassamento dovuto all’età, al cibo porcheria ed uno stile di vita merdoso, le stelline sull’addome potrebbero tramutarsi in enormi supernovae, con la potenza esplosiva di un milione di cheeseburger.

 

Croci, madonne ed altri simboli cristiani

Questo tipo di tatuaggio è caduto ormai in disuso, ed è riservato a quei gruppi di persone che per un modo o per l’altro hanno incontrato l’Onnipotente; può essere stato in galera, in sala operatoria, nel mare in burrasca o sul fianco di una montagna. Chi porta questo tipo di tatuaggio, di solito non cerca pubblicità per cui è difficile da individuare. Attenzione però ai falsari, come per tutte le cose di valore come le Louis Vuitton o i Rolex, anche per questi tatuaggi girano dei falsi. Ecco perché si vedono personaggi discutibili, ricoperti di madonne e cristi che credono che la trinità sia composta da Padre, Figlio e Fabri Fibra.

 

Ideogrammi

Buffo tipo di tatuaggio diffuso soprattutto tra le femmine occidentali, si tratta in pratica di una sequenza di ideogrammi orientali (termine generico, tanto nessuno sa distinguere tra cinese, giapponese, vietnamita e coreano) tatuati sulla nuca. Tra il fatto che non li si vede, che bisogna fidarsi del tatuatore, e che nessuno dei tatuati e degli operatori conosce l’alfabeto Kanji o gli ideogrammi Xin Zixing, il tatuato potrebbe aver benissimo scritto addosso “Pirla” oppure “Scemo chi legge”.

 

Stringhe alfanumeriche.

Un altro tipo di tatuaggio diffusissimo son le stringhe alfanumeriche. Queste sono delle combinazioni più o meno sensate di lettere e numeri che possono prender forma di numeri, date, poesiole o qualche altra cosa simile. Fino a che uno si tatua addosso il nome della nonna o del figlio ci può anche stare, si insomma, sei smemorato e se proprio ti dimentichi come si chiama tuo figlio o quando è nato ce lo hai appuntato su un polso. La questione diventa drammatica se si passa al nome del fidanzato. Tu, giovine ragazza, se hai tatuato “Francesco amore per sempre” e poi vi lasciate che fai? Cerchi solo fidanzati che si chiamano Francesco? E se diventi gaiasessuale? Lo correggi con la scolorina o con la levigatrice orbitale? E tu, giovane uomo che, dopo un mese che te l’ha data, hai intarsiato sul tuo flaccido fianco “Yuri&Jennifer” assieme a cuori, ghirlande e fiori, cosa fai se nello spogliatoio del calcio noti che mezza squadra (panchina compresa) ha tatuato addosso “proprio_nome&Jennifer” assieme agli ornamenti d’ordinanza? Stesso discorso vale per poesiole e canzonette; è comprensibile che a 15 anni uno sia convinto che il più grande profeta dopo Elia sia Vasco e voglia imprimersi a inchiostro la sua sapienza su tutta la schiena. Il brutto è che a venticinque anni ti accorgi che il profeta più grande dopo Elia è Ligabue e non hai più spazio. Ma peggio ancora è che a trentacinque ti accorgi che alla fine sono tutte stronzate, ed hai scritto addosso la misura della tua pirlaggine.

 

Tatuaggio canagliesco

Portato oramai solo da canuti biker e balenieri in pensione, questo tatuaggio è la quintessenza del tatuaggio classic: ancore, teschi, sirene, ex voto al Buon Pastore di San Sebastian e fedeltà ai valori degli Hell’s Angels o dei Bandidos oramai non vanno più di moda.

 

Il bestiario

Il bestiario comprende tutte le rappresentazioni grafiche astratte, stilizzate ed analogiche degli animali: rondini, gechi, lucertole, pit-bull, serpenti, draghi, grifoni e cose così. In linea teorica questo tipo di tatuaggio dovrebbe avere una funzione similare a quella delle pelli delle belve feroci cacciate dai nostri antenati 10.000 anni fa. Ossia io vado in giro con la pelle dell’orso sulla schiena perché sono così forte da aver cacciato un orso, ed ora la sua forza è in me. Io mi pitturo addosso gli occhi della tigre perché sono possente come la tigre anche io. Questa iniziativa è rispettosa ed incruenta nei confronti dei nostri amici animali, tuttavia nell’epoca moderna ha ben poco significato: che senso ha per un commercialista essere coraggioso come un leone o astuto come una lince? Ma soprattutto che senso ha aver pitturato addosso una rondine o un geco? Che fai la migrazione tutti gli inverni e tutte le estati o che sai arrampicarti sulle pareti? O peggio, ho un serpente arrotolato su una gamba, vuol dire che sono viscido e con la lingua biforcuta?

 

Pittogrammi

I tatuaggi pittografici sono una macro categoria che comprende praticamente ogni altro genere di tatuaggio che non rientra nelle categorie precedenti.

Quindi in questa categoria rientrano le figure più bislacche e sconclusionate, pupazzi di neve, zucche di Halloween, mappamondi, fatine winx, martelli e spadoni. Praticamente la versione epidermica e maggiorenne della smemoranda di quando si andava in prima liceo.

Progressive rock, 10 segni premonitori che la vostra band ne sta suonando troppo

  1. Il batterista vuole suonare la cover degli Abba in 17/8
  2. Il vostro impianto luci fa sistematicamente saltare la scatola dei fusibili del baraccone in cui suonate
  3. Il vostro prossimo singolo in programma è lungo 23 minuti ed è diviso in 3 parti
  4. I vostri fans hanno imparato a fingere di suonare la chitarra a doppio manico
  5. Chi scrive i testi sta leggendo l’autobiografia del monaco yogi Paramahansa Yogananda
  6. Ill pubblico ha smesso di ballare ai concerti, se ne stanno invece fermi con una espressione vuota
  7. Il vostro vecchio insegnante di musica della scuola media vi approva
  8. Siete arrivati al terzo posto nella top ten ungherese
  9. Non solo il vostro tastierista sa cosa sia un trinono, ma ne suona anche parecchi.
  10. Le vostre fidanzate hanno smesso di venire ai vostri concerti. In effetti tutte le ragazze carine hanno smesso.

fonte: times on line

I proverbi secondo Me

Chi tardi arriva… Ha perso l’autobus.

Chi va con lo zoppo… Parcheggia facile.

Chi ben cominicia… Magari fa un bel lavoro.

Non rimandare a domani… Quello che puoi far fare a qualcuno oggi.

Tanto va la gatta al lardo…. Che diventa grassa.

Can che abbaia….Sta per mordere.

Meglio un uovo oggi…. Che digiunare domani.

Non dare le perle ai pirla.

Rosso di sera… Comunista a mezzanotte.

Gobba a ponente…. Andreotti in vista.

Chi va piano…va lentamente.

Se non è zuppa…è pastasciutta.

Nella botte piccola…ci sta poco vino.

Bacco, tabacco e venere…fai il deputato.

Il lupo perde il pelo…perché ha l’allopecia.

L’erba del vicino…è afghana fresca di quella buona.

Tale padre…a meno che non sia il postino.

Voce di popolo…spara cazzate.

Chi fa da sé…diventa cieco.

Sposa bagnata…ha già dato col testimone.

Il diavolo fa le pentole…..col fondo alto 1 cm.

Ciccio al ristorante giapponese

L’altra sera Ciccio ha portato al sua fidanzatina al ristorante giapponese.

Dopo 16 anni che tutti i venerdì sera si sentiva domandare quando egli l’avesse portata fuori a cena, venerdì scorso si è deciso a compiere l’infausto passo. Per venire incontro alle pressanti richieste della sua compagna Ciccio ha deciso per una volta di abbandonare il suo look composto esclusivamente da magliette nere (che lo fan sembrare un filo meno ciccione) optando per una camicia.

Abbigliamento di Ciccio: sandali da turista tedesco, pantaloni al ginocchio penosamente normali, tragica camicia in finto seta sintetica comprata dai cinesi raffigurante una fenice che lotta con un serpente e giubbotto di jeans senza maniche proveniente direttamente dai peggiori anni ’80. Dopo aver parcheggiato a 19 km dal ristorante perché tutti i posteggi erano occupati dai maxi suv corazzati dei nuovi ricchi del paese, Ciccio e la sua fidanzatina si sono diretti al ristorante. La camminata ha reso il leggero languore una fame mostruosa e dopo avere schivato parcheggiatori abusivi e questuanti simpatici come una martellata su un dito; la coppia è finalmente arrivata al ristorante.

Il locale scelto per consumare l’infame cena di coppia è stato il Sushi; un viscido localaccio a due passi dal centro cittadino frequentato da una clientela parimenti untuosa e sgradevole. Non appena entrati vengono accolti dall’anguillesco proprietario che domanda loro “i signogni hagnno pregnognato?” calcando malvagiamente l’accento su ogni parola. Alla risposta negativa di Ciccio il maitre fa un gesto di disgusto con l’indice e l’anulare della manina ed indica loro uno smilzo tavolino; “si accomognino al gnavolo 21”.

Ciccio e la sua compagna si ergono quindi su due sgabelli evidentemente pensati per dei merli all’imbeccatoio e si accingono a consultare le liste. Per la verità la prima cosa che passa sotto gli occhi di Ciccio è la clamorosa “coda di balena” del perizoma di una pingue quarantenne attrespolata sullo sgabello di fronte a loro. Prontamente ci pensa una sonora sberla della sua signora, che gli sgrana metà della dentatura, per riportare la sua attenzione sul menù. Menù che ovviamente, essendo il locale un bieco tentativo di taroccamento di un sushi bar Newyorkese, è in inglese di Soho, con pagine enormi e figure minuscole; che uno non capisce più se sta ordinando un piatto di pesce oppure sta guardando una macchia di salsa wasabi.

Pur essendo divorato da una fame urlante, è sufficiente a Ciccio una rapida occhiata al menù perché essa (la fame), si dissipi quasi istantaneamente; infatti il prezzo dei cibi è inversamente proporzionale alla quantità. Due chicchi di riso che hanno guardato del tonno: 95 euro, una squama di salmone con un granello di sesamo 80 euro; bottiglia di acqua da 75 cl: 50 euro!. Tastando in tasca il portafoglio con dentro i risparmi di tutto l’anno; Ciccio e la sua signora si apprestano ad ordinare: due pezzetti di pesce, quattro chicchi di riso, un cucchiaio di brodo e l’ultimo metacarpo dell’ala di un pollo. Mentre aspettano per due ore; iniziano a rendersi conto che i suddetti sgabelli sono frutto di un attentissimo studio di ergostronzia. Sarebbe più comodo un essere seduti su un cespuglio di aghi; l’idea è che così le persone così mangiano in fretta ed in fretta si levano di torno. Intanto che disperati, attendono il cibo e si girano come trottole per chiamare un cameriere; Ciccio e la sua signora notano che nel ristorante iniziano a palesarsi alcuni personaggi decisamente ambigui.

Mentre la coppia si aspettava di incontrare giovani capitani di industria e distinte matrone a dieta; la parata che si presenta loro è più simile ad un lombrosario che delude ampiamente le aspettative, anzi di più. Citiamo a caso tre gruppi che hanno fatto il loro tronfiale ingresso.

Gruppo 1: due femmine ed un maschio; lui palesemente gaiosessuale con maglia seconda pelle a scollatura svergola, ciuffone a punta sbilenca, pantaloni alla caviglia, mocassini senza calze. Le due femmine; una fotocopia dell’altra: vestitino svolazzante, tutto frùfrù, leggins, maxiborsa a tracolla gambe ad X e ballerine per quella più stangona, e tacchi improponibili e muffin a vita bassa per quella tracagnotta.

Gruppo 2: nuovo-ricco-furbetto-farabutto e consorte. Lui con camicia bianca aperta fino a mezzo sterno; fisico da chi va in palestra per ridere, pancetta da aperitivo e pantaloni del gessato a righette rosse. Lei con abito-sacco a palloncino finto pret a porter, rughe tipo canyon per le troppe lampade, tette gonfiate di ordinanza e andatura beccheggiante che fa molto“vorrei ma non posso” fare la modella”.

Il terzo ed ultimo gruppo in ingresso è il più variopinto. Componensi di quartetto di trentenni-wannabe (cioè tutte le donne dai 18 ai 43 anni vorrebbero essere trentenni possibilmente come Nina Moric e ricorrono per questo ad artifici e makeup), truccatissime, piastratissime, taccatissime, un sacco di -issime; micro vestiti da passeggiatrice, tatuaggi di ordinanza su collo, caviglie e piede; qualche tetta rifatta, qualche naso spianato. I discorsi di levatura che girano sono suppergiù: “no cioè ma il nostro oroscopo.…” ; “cioè ma no, come solo 750 euro per una Luis” (Vuitton, ma loro sono in confidenza), “cioè no ma no, gli UGG di Jimmy Choo sono troppo un must have” (a parte che fanno schifo) “no ma cioè io credo nell’anima gemella…”.

Dopo avere atteso, inutilmente per 863 minuti il cameriere con i piatti, finalmente arriva il più infimo degli sguatteri a portare loro il cibo e contemporaneamente a sollecitarli a lasciare il ristorante. A vedersi il piatto, così sbattuto sul tavolo, a Ciccio gli prende un po’ la tristezza. Ma dopo si ricorda di quanto stia spendendo per mangiare lì in quel posto e ci da dentro di brutto, approfittando tra l’altro della distrazione della sua signora per rubarle alcuni bocconi dal piatto. Dopo aver mangiato con gusto la cena, che per dimensioni poteva tranquillamente essere contenuta tutta in un piattino da the; Ciccio e la sua signora abbandonano tristi il locale.

Conto: 654 euro , più il 18% di servizio, coperto e mancia. Ventisei mesi di sanguinose economie lasciati alla cassa e si avviano per mano verso l’auto. “Che ci importa di questo ristorante di merda, tanto ci vogliamo bene no?” tenta di sdrammatizzare Ciccio; la sua signora gli sorride serenamente. Salgono sull’auto, Ciccio avvia il motore e sereni se ne vanno; pare comunque che fino a all’arrivo a casa abbiano pianto entrambi, ma con molta dignità.

Le 10 regole per conquistare una donna

Nella mia lunga carriera di dongiovanni ho avuto modo di frequentare moltissime donne, alte, basse, mingherline, robustelle, belle e meno belle, simpatiche o decisamente stronze. Pur non esistendo una formula magica per questo tipo di esperienze, una serie di suggerimenti possono comunque aiutare i più timidi ed impacciati.

Regola numero 1

Mai essere te stesso.

Regola fondamentale ed importantissima. Una ragazza non cerca te, ma cerca un uomo che sta tra Chuck Norris, Jack Sparrow ed il principe azzurro. Tu non mi sembri affatto uno di loro. Non avrai mai la barba di Chuck, gli occhi di Jack o il cavallo del principe. Al massimo potresti ambire alla barba di Cristiano Malgioglio, gli occhi di Valerio Staffelli ed un Ciao bianco al posto del cavallo. Prova a dare loro quello che vogliono, fai finta di essere un altro e vedrai che sbaglierai di poco.

Regola numero 2

Mai essere sincero.

La sincerità non paga; menti, inganna,frega e raggira; racconta balle. Se quando la incontri sei su di una Punto ammaccata, dille che è la vettura di cortesia del meccanico, perché hai sfasciato il Cayenne; se indossi una maglietta lisa e bucata invece che la giacca, dille che stai facendo ginnastica. Se di lavoro fai il netturbino, presentati come manager locale dell’igiene e della filiera ecologica cittadina. Se devi bidonare un appuntamento o un incontro, inventati una palla credibile; dire che hai bucato non regge il confronto con un meeting di emergenza con il presidente di Confindustria disperato per la crisi.

Regola numero 3

Mai essere gentile.

Rischieresti di essere scambiato per un buon amico; e non è quello che vogliamo vero? Mai mandarle un messaggio per sapere come è andato il tal esame, mai informarsi se davvero ha preso la multa sulla statale. Dimenticarsi compleanni e ricorrenze va benissimo. Durante la conversazione devi evitare ogni genere di cortesia, sii irridente, sgarbato e strafottente; punzecchiala, mai fare complimenti. Se proprio devi, dille che è “speciale”; non vuol dire un kaiser, però fa molto figo. Sono ottimi anche dei soprannomi un po’ irridenti ma simpatici come ad esempio smandrappa, lurida o pagliaccia.

Regola numero 4

Dimostra che di lei non te ne può importare di meno.

Lei per te è solo una delle tante, illudila, dalle false speranze e se ci rimane male fregatene. Fatti scappare la parola “speciale” oppure “cara” una volta ogni tanto, quando la conversazione prende il tono del “noi”. E subito dopo agisci tutto all’opposto. Se dici “abbiamo un rapporto speciale io e te”; subito dopo dille che è appiccicosa ed insopportabile. Pretendi di sapere tutto sui suoi compagni passati e sii geloso retroattivamente. Per controbilanciare questo è meglio sempre bullarsi delle precedenti conquiste. Mostrati molto geloso ma abbi cura di farti vedere in giro sempre in compagnia femminile, all’occorrenza va bene anche la sorella o la zia.

Regola numero 5

I soldi, spendine sempre molti. Per te stesso però.

Per qualche oscuro motivo la psiche femminile associa il denaro alla sfera dell’affettività, più uno dilapida più è puntato. Offri tu, paga sempre il meglio quando siete in coppia; il massimo dell’abbigliamento, il massimo dell’auto, ma non spendere mai nulla di proposito per la ragazza in questione. Sono perfetti i regali faraonici, ma solo se sono generici, quindi i compleanni e nemmeno l’anniversario dell’incontro vanno bene, va bene il generico Natale, ma in modo che non sia compromettente.

Regola numero 6

Mai rivelare i propri sentimenti.

Mai, mai, mai esporsi da questo punto di vista; la frase “ti voglio bene” è la quasi peggio cosa che si possa dire, ne esiste solo una peggiore ma che non verrà riportata in questa sede. Va bene “sei speciale”, molto meglio comportarsi da poeta maledetto introverso autistico; mai parlare di queste cose, se si tocca l’argomento mantenere un silenzio tenebroso e depresso. Egualmente bene mantenere un contegno di superiore disprezzo, come se queste cose fossero aliene (Donne? Io adoro le donne, mi stupisce solo che non facciano le uova. L’amore si trova ad ogni angolo di strada ad un quarto di euro al kilo; quello che conta sono i soldi, il sesso, lo champagne ed il rispetto). Delle colossali puttanate come queste fanno guadagnare moltissimi punti.

Regola numero 7

Il fisico. Curare in maniera maniacale il proprio aspetto ma senza dare l’impressione di farlo.

Fabrizio Corona va bene, Sébastien Chabal no. Le donne apprezzano i muscoli palestrati, ma non in maniera seria; devono vedersi ma essere vestigiali. Quindi infilati in palestra, ma non darci troppo dentro; due o tre bombe di Decadurabolin sono sufficienti, se alla fine del ciclo di allenamento sembri Hulk Hogan, hai sbagliato qualcosa.

L’unico sport consentito e apprezzato è il calcio, devi giocare a pallone, magari in una squadra di serie D siberiana, ma devi scendere in campo regolarmente, il panchinaro non va bene, alle volte nemmeno il portiere. Anche il tempo libero deve esservi tutto dedicato, pensa solo al calcio e dirglielo (vedi regola 4). Gli altri sport dimenticateli; rugby, basket, pallavolo, golf e lotta greco-romana sono per gli sfigati. Tieni la barba ma in modo che non sembri barba; non devi sembrare né Platone, né Magnum PI ma nemmeno Zack Efron. Barba-non-barba. Pollice in su per i tatuaggi, ma solo se sono senza significato, ghirigori idioti simil-etnici vanno bene; croci sanguinanti, madonne e corone di spine, perché dopo dieci anni di galera, ti sei convertito al vangelo, sono assolutamente out.

Regola numero 8

La cultura. Meno ce ne è meglio è.

Se sei un primate con il pollice opponibile che a mala pena sa pronunciare il proprio nome allora hai buone possibilità di sdraiarti la sorella gnocca di Claudia Cardinale. Se invece hai due lauree e potresti insegnare grammatica ad Umberto Eco e fisica ad Antonino Zichichi, probabilmente rimarrai single a vita. Unica eccezione è la laurea in filosofia, ma solo se associata a forti consumi di assenzio e ad una vita autodistruttiva da finto emarginato-in-una-città-universitaria-che-non-mi-capisce. Mai citare libri, poesie o i film di Kurosawa, ok citare Vasco o Ligabue; al massimo Moccia. Mai suonare uno strumento musicale, anche se fosse solo la zampogna canadese, assai meglio la musica vera, quella che fa “tunz-tunz”.

Regola numero 9

Il sesso. L’idea fondamentale è “tutto e subito”.

Non farti problemi, è quello che vogliono anche loro. Non credere a quando ti dicono “eh voglio che sia speciale, che ci sia vero amore”. Fai battute esplicite, usa doppi sensi squallidi, fai delle avances dirette, fregatene se è un luogo pubblico. Falle passare l’idea che sei lì apposta per ripassartela e quanto sia fortunata ad essere lei la prescelta; vanta prodezze degne di Califano e dimensioni da Rocco Siffredi. Pretendi varianti da film porno per adulti maggiori di sessant’anni, ricordale sempre che lei lo fa perché a te ci tiene, falla sentire in colpa se mostra ritrosia. Se non lo fa c’è una coda di tipe in attesa. Nel durante tieni presente che le donne adorano i preliminari, per cui concedi, magnanimamente, che sia lei a darsi da fare. E mi raccomando, invece, i postliminari, le donne ci tengono: dopo avere finito assolutamente non girati dall’altra parte a dormire; molto meglio: appiopparle uno schiaffo sul sedere e dire: “Ok, non male, però ora va a prepararmi un panino”, in sequenza accendersi una sigaretta e scorreggiare rumorosamente.

Regola numero 10

L’appuntamento, portale sempre in un luogo che ti piace: partita di calcio, fast food, ingozzatoio o discoteca. Mai fissare come appuntamento un concerto di musica classica o una commedia a teatro. Tollerabile un “Tre metri sopra il cielo”, assolutamente out un Myazaki. Va bene il ristorante; ma non stare a sprecare quattrini in posti di classe; le donne per le prime volte apprezzano ristoranti come “Gigi il Troione” , “La Mangiatoia”o “Gli incivili”. Ovviamente dopo la cena puoi riferirti alla regola 9; ma anche se non lo fai il giorno dopo non farti assolutamente sentire. Le donne detestano gli appiccicosi e le persone troppo gentili e premurose. Aspetta quattro o cinque giorni poi puoi rilanciare per la settimana dopo; facendole intendere che ovviamente hai di meglio da fare. Mai accompagnarle negli acquisti il sabato pomeriggio, c’è la serie B del calcio; nel caso succedesse mostrati insofferente ed annoiato, pressala, mettile fretta; le donne odiano i maschi che fanno apprezzamenti e passano ore a guardarle mentre si provano mille vestiti. Unica eccezione tollerabile i negozio di intimo e maglieria, ma solo se ci sono secondi, terzi e quarti fini.

 
In caso di dubbio comportati da stronzo, da bastardo, e non sbaglierai.